chi siamo

[maggio 2001]
Quando otto anni fa scegliemmo il nome del collettivo, avevamo bene in mente cosa dovevamo esprimere con quel nome. Con la parola TiroMancino, esaltavamo ed esaltiamo la nostra differenza rispetto agli altri gruppi politici presenti nella facoltà di Ingegneria. Un tiro mancino è qualcosa che non ti aspetti, qualcosa di subdolo e improvviso che riesce a ribaltare le sorti di uno scontro. E poi un tiro mancino è un duro colpo che viene da sinistra. Dunque in questo nome c’è tutta l’essenza di che cosa era, è e sarà il collettivo: l’unica forza antagonista di sinistra nella facoltà d’Ingegneria.

[maggio 2007 ]

Sono passati altri sei anni e l'antagonismo resiste! Il collettivo TiroMancino mantiene inalterata la sua essenza. Mutano i nomi dei problemi, cambiano le persone con cui rapportarsi, ma la spinta che genera azione è sempre quella, ha la stessa forza, la stessa natura limpida e pura. Siamo persone
che si ostinano ad affrontare i problemi guardandoli negli occhi. Oggi come ieri andiamo contro, con la consapevolezza di portare avanti un antagonismo mai sterile e superficiale. Non ci interessa il vanto, non ci interessa l'acclamazione, il nostro risultato giunge dalla capacità di rimanere una cosa sola. I ragazzi del TiroMancino sono una cosa sola! E così sarà sempre. Il Tempo sceglie le novità: decide chi si deve laureare, chi per altri motivi ci deve salutare, e chi, ed è la parte più bella, deve unirsi a noi per crescere. Il collettivo TiroMancino è un'occasione di crescita all'interno della facoltà di ingegneria, una possibilità di confronto onesta, poiché non è possibile svincolare la crescita dal confronto. La nostra identità prende forma dalla quotidiana comparazione delle differenti identità individuali; siamo l' unus che nasce dal molteplice, ed il molteplice per sua natura è variegato, colorato come un dipinto di Chagall.
Ci definiamo “ liberi pensatori di sinistra “; in un momento storico in cui si fa sempre più fatica a definire La Sinistra, noi ci assumiamo la responsabilità di proclamarci di sinistra. Noi ci sentiamo a sinistra! Cerchiamo di essere “ sempre capaci di sentire nel più profondo di noi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo.” Siamo antifascisti! Siamo contro qualsiasi volgare maschera indossi il fascismo per venire fuori. Festeggiamo il 25 Aprile ricordando sempre tutte le donne e gli uomini, tutti i Partigiani, che hanno messo il loro cuore, la loro anima di esseri umani a disposizione della Patria per combattere l'ignominiosa dittatura nera, con tutto quello che ciò ha comportato. Come collettivo ci siamo sempre sentiti svincolati da qualsiasi logica partitica; tali logiche non ci appartengono, non fanno per noi, abbiamo un'altra identità. La nostra è l'identità di chi si interroga, di chi cerca di porre nel modo migliore la domanda non accontentandosi della prima risposta. Seminiamo il tarlo del dubbio, contro le “verità“ imposte dall'alto, sempre in buona fede. Crediamo nell'Utopia. Crediamo nel romanticismo. Noi vi ascolteremo sempre, se avete qualcosa da dire. Vi aiuteremo a urlare, se l'urlo è sincero, in modo da amplificarlo e non lasciarlo inascoltato. Questo ci siamo sempre impegnati a fare; per fare questo continuiamo ad esistere. Il nostro contesto di esistenza e di incessante presenza è l'università, è Catania, è la Sicilia. Non è possibile separare o pensar separati questi luoghi, fisici, ma soprattutto storici. Qui in Sicilia la storia non si supera, vive con noi ogni giorno; si sentono le urla dei conquistatori e le lacrime dei conquistati. Si osserva il ghigno dei sopraffattori, e la stanchezza di piegare la schiena dei sopraffatti. Poi diventa un gioco attribuire i nomi. La mafia è un nome, un nome che indica la volontà ferrea di sovrastare con la forza. Andando a spulciare si scopre che tale nome ha origini antiche, arabe - forse proviene da maehfil ( adunanza ) - e te li immagini proprio questi uomini che si adunano per soverchiare altri uomini, per quella insana propensione al potere, nella sua forma più sporca, che è molto siciliana. La politica siciliana, tutt'altro che interesse per la polis, vive di tale propensione. Affama per poter sfamare, per accrescere il proprio potere, la sudditanza. E' un gioco vecchio di cui qui conosciamo meglio di tutti le regole. Così è ( se vi pare ). In tale contesto l'arroganza domina; è quell'arroganza di chi sbraita con gli occhi gonfi di superbia derivante dalla garanzia d'impunità, ma grigi come il marcio che hanno dentro. C' è del marcio in Sicilia! Sicilia, Catania, Università: percorrendo questa scala a scendere si notano le stesse caratteristiche, in forma via via ridotta, ma l'humus è identico. Ma c'è anche il sole! E noi, suoi alleati, cerchiamo con umiltà di farlo arrivare nelle zone d'ombra, per riscaldarle, per renderle fertili ma mai aride. Noi ci proviamo.
Collettivo TiroMancino

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